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Fuel surcharge, la scelta di vettori e t.o.

Il prezzo del greggio continua la sua corsa al ribasso e presto potrebbero vedersi le prime conseguenze sulle tariffe dei biglietti, che Iata prevede scendano mediamente del 5,8 per cento nel 2015. Questo non andrà ad incidere sui conti dei vettori, che compenseranno il calo dei ricavi da biglietteria con un risparmio complessivo per l’approvvigionamento del greggio pari a 192 miliardi di dollari. E un consuntivo di utili extra per i vettori che arriverà a sfiorare i 4 miliardi di dollari.

Un beneficio sui conti su cui il comparto aereo fa grande affidamento e che potrebbe avere delle ripercussioni anche sul mondo dei t.o. I quali però, almeno per il momento, scelgono la strada della prudenza. Anche perché restano fortemente legati alle politiche attuate dalle singole compagnie aeree a cui fanno ricorso. E a differenza di alcune aerolinee, che hanno già rimesso mano alle tariffe, i player del tour operating nel gestire la fuel surcharge sono molto più prudenti.

Anche perché non trattandosi di un atto dovuto, ma di una scelta discrezionale delle aziende queste, mancando ancora regole sul tema, preferiscono giocare la carta della cautela anche a dispetto della promessa di biglietti aerei meno cari.

È il caso, ad esempio, del fronte Alpitour, Hotelplan e Veratour che, interpellato da TTG Italia, sceglie di non intervenire sul tema del fuel surcharge e sull’impatto nelle dinamiche con le agenzie.

Mentre Eden Viaggi sottolinea che, poiché la normativa regolamenta gli adeguamenti al rialzo ma non al ribasso, “restituire o meno una eventuale differenza è una scelta commerciale che non ha a che fare con la legge e col Codice del Turismo”. Non toccato dalla problematica Best Tours Italia: “Il nostro traffico è al 98 per cento di linea e pertanto – dichiara il ceo, Sergio Testi – non abbiamo riscontrato questo tipo di problema. Per il resto cerchiamo sempre di fare contratti senza oscillazioni fuel”.

Del tutto fuori dal coro, invece, la voce di Settemari, che opta per la via del rimborso. “Il calo del costo del carburante degli aerei negli ultimi due mesi è stato significativo – sottolinea il direttore prodotto del tour operator, Federico Gallo -. La restituzione delle conseguenti differenze di prezzo, che per febbraio raggiungono anche i 55 euro a persona, è un atto dovuto sia nei confronti degli agenti di viaggi nostri partner sia del cliente finale”.

Fonte:http://www.ttgitalia.com

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